PACO DI CANTO
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What's Your Price?

“Diciotto scatti divisi in sei trittici, legati tra loro da un filo conduttore che rivela, nella bellezza drammatica delle immagini, l’inferno di una condizione umana che tocca la fragilità dell’essere.”

Si analizza, nella prima serie, l’incanto della tentazione, la disposizione umana all’eccesso, alla sregolatezza, all’intemperanza, la corrotta ostinazione in questi mondi nella speranza che arrivi il momento propizio, la carta vincente che, inevitabilmente, giungerà quando ormai tutto è perduto: il jolly capeggia insolente e beffardo sull’orlo del bicchiere mentre l’uomo, affranto, col volto nascosto, non possiede più nè dignità nè identità e il buio, metafora del male, chiede con tracotanza what’s your price? chi ha sbagliato deve continuare a vivere un’esistenza che sia di monito, è un mostro agli occhi di tutti e la crudele consapevolezza di ciò sarà l’orrenda punizione che lo ingabbierà nell’abbandono, nell’emarginazione e nella solitudine.




Il secondo trittico è rivolto ai falsi miti legati alla notorietà e al successo che coinvolgono sempre più spesso giovanissime, con tragiche conseguenze quando la fama non arriva. Un disperato suicidio, troneggia uno squallido specchio rotto: l’immagine di sè ormai irrimediabilmente infranta e perduta. Bellezza, grazia, fascino, armonia nel mondo dell’apparire fanno rima con falsità, ipocrisia, menzogna; nuovi maghi porgono come doni pillole dimagranti che regaleranno un corpo perfetto, di plastica. Anche in questo caso la morte, sventata, avrebbe dato pace, ma la protagonista è costretta a sopravvivere come reginetta di follia e il suo grido è soffocato da un mondo grigio e desolato.




il soggetto è asfissiato e strangolato dalla miseria e dal bisogno ma, pur avendo ancora le mani libere per agire, sceglie la strada della vendita dei suoi organi, mentre affaristi senza scrupoli figli di un’economia malata traggono linfa vitale all’uomo - il protagonista ha ormai fatto la sua scelta. Accasciato e disperato è attanagliato dai rimorsi di una coscienza, in realtà mai sopita, che ora incombe mostruosa, inflessibile e nera su di lui.




si esamina l’autorità e la forza militare di nazioni che, in nome di valori credibili solo nelle pellicole holliwoodiane, per ottenere denaro armano tutti coloro che possono pagare. Nel nome della patria e della memoria, moriranno in molti e la gelida raffigurazione dei corpi straziati impreziosisce, lugubre e luttuosa, l’ostentazione di una bandiera che ha tradito i suoi figli.




L’angoscioso problema della pedofilia presente nella Chiesa L’impostazione frontale del carnefice e l’indifferenza nel condannare, la bambina ad un’infanzia crocifissa, alla morte atroce della fanciullezza. Così la Chiesa ha molti volti e il sacerdote peccatore celebra una messa sacrilega, ove al calice di Cristo ha sostituito il sonaglio di un bambino: nuova agghiacciante immolazione dell’innocenza, nuovo spaventoso sacrificio dell’Agnello.




l’omertà: la protagonista, che conosce la verità, ostenta il silenzio, La costruzione dell’immagine evoca anche la punizione degli ignavi danteschi, personaggi che per comodità e codardia non avevano mai preso una posizione nella vita ed erano con ciò puniti nell’inferno con miriadi di insetti che rigavano loro il volto di sangue. Il cerchio si chiude con un possibile prezzo da pagare nel silezio omertoso ma un cristo in atto di misericordia salva l’uomo dai propi peccati, con questa ultima immagine di perdono si chiude l’intera opera.






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